La nostra Storia

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Per molti di noi il termine «bonifica» evoca ricordi lontani: immagini che mostrano la lotta di uomini e donne contro la malaria, combattuta prosciugando e rendendo coltivabili aree altrimenti paludose e malsane. In effetti, fino ai primi anni del nostro secolo la Versilia era una terra davvero poco salubre, disseminata com’era di acquitrini.
Questa stretta striscia di terra pianeggiante incastrata fra il mar Tirreno e le Alpi Apuane presenta ancora oggi caratteristiche molto particolari: innanzitutto, la duna costiera si trova generalmente due o tre metri sopra il livello del mare, mentre le aree retrostanti sono più basse. Questo provocava (e provoca ancor oggi) evidenti difficoltà di scolo delle acque piovane, che in caso di precipitazioni eccezionali non riescono a trovare un adeguato sfogo verso il mare.


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Il deflusso è poi reso ancora più difficile in quanto le foci di torrenti e canali sono di frequente insabbiate a causa del moto ondoso del mare. Inoltre, nella fascia centrale tra i monti e la duna costiera ci sono zone in cui il terreno è formato da uno strato di torba di notevole spessore, e che in seguito al prosciugamento, per il noto fenomeno della subsidenza, si sono abbassate fino ad oltre due metri sotto la quota zero.
Una vera opera di messa all'asciutto e di bonifica dei territori paludosi venne intrapresa solo dopo la prima guerra mondiale: la nascita dei primi Consorzi di Bonifica in Versilia risale appunto alla fine degli anni Venti. L’intero territorio pianeggiante della Versilia fu classificato di bonifica, anche se suddiviso in vari bacini con i relativi Consorzi.


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I principi di base della bonifica nelle zone più depresse furono quelli di arginare e sistemare i torrenti, raccogliere e convogliare al mare le acque alte delle colline, e inoltre raccogliere le acque basse piovane e di infiltrazione, innalzarle per mezzo di idrovore e convogliarle nei canali di scarico. In altre parole, dove non fu possibile eliminare il ristagno delle acque con semplici opere di canalizzazione, fu necessario ricorrere al sollevamento meccanico per mezzo di idrovore. Nel bacino del Baccatoio vennero costruiti quattro impianti, in località Teso, Quadrellara, Mandriato e Magazzeno. Altri tre furono realizzati nel bacino a ponente di Viareggio: Sassaia destra e sinistra e Poggio alle Viti. Quattro nacquero nel Massaciuccoli lucchese (Beatrice, Pioppogatto, Portovecchio e Quiesa) e due in quello pisano (Vecchiano e Massaciuccoli). Queste ed altre opere di bonifica contribuirono in maniera decisiva alla valorizzazione ed al miglioramento fondiario dei terreni agricoli su tutta la fascia costiera.


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Nel settembre del 1955, poi, vide la luce il Consorzio di Bonifica della Versilia, nato dalla fusione dei preesistenti consorzi del Baccatoio, del Ponente di Viareggio e del Massaciuccoli Lucchese. Nella zona dell’ex lago di Porta l’omonimo consorzio è rimasto attivo fino al 1990, mentre a sud del lago di Massaciuccoli ha operato fino al gennaio 1998 il Consorzio di Bonifica del Massaciuccoli Pisano. Tutti e tre questi enti sono oggi unificati sotto il nome di Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli.

 

Consorzio di Bonifica Versilia

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