La difesa idraulica
Il territorio che ricade nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli, è una stretta striscia di terra pianeggiante delimitata dal mare Tirreno e dalle Alpi Apuane.
La duna sabbiosa lungo la costa si trova a circa due – tre metri sopra il livello del mare, mentre le aree interne sono più basse.
Questa diversità di livelli provoca difficoltà allo scolo delle acque piovane, che in caso di precipitazioni di eccezionale portata, non riescono a trovare un adeguato sfogo nel mare.
Il deflusso delle acque nel mare è reso ancora più difficoltoso quando le foci dei canali e dei torrenti sono insabbiate a causa del moto ondoso del mare.
Nelle zone più basse della Versilia, si ricorre al sollevamento meccanico delle acque attraverso i 21 impianti idrovori, che con le loro 62 pompe sono in grado di alzare una portata massima di circa 100.000 litri di acqua al secondo complessivamente.
Circa 16.000 ettari del comprensorio di bonifica sono a “sollevamento meccanico” e necessita dell’azione delle pompe per raccogliere le acque basse e convogliarle nei canali di acque alte per farle defluire verso il mare.
Una parte del territorio, circa 900 ettari, è a “scolo misto o intermittente”. Qui le pompe entrano in funzione solo nel caso che la rete di fossi e canali non riesca a smaltire da sola l’acqua piovana.
La duna sabbiosa lungo la costa si trova a circa due – tre metri sopra il livello del mare, mentre le aree interne sono più basse.
Questa diversità di livelli provoca difficoltà allo scolo delle acque piovane, che in caso di precipitazioni di eccezionale portata, non riescono a trovare un adeguato sfogo nel mare.Il deflusso delle acque nel mare è reso ancora più difficoltoso quando le foci dei canali e dei torrenti sono insabbiate a causa del moto ondoso del mare.
Nelle zone più basse della Versilia, si ricorre al sollevamento meccanico delle acque attraverso i 21 impianti idrovori, che con le loro 62 pompe sono in grado di alzare una portata massima di circa 100.000 litri di acqua al secondo complessivamente.Circa 16.000 ettari del comprensorio di bonifica sono a “sollevamento meccanico” e necessita dell’azione delle pompe per raccogliere le acque basse e convogliarle nei canali di acque alte per farle defluire verso il mare.
Una parte del territorio, circa 900 ettari, è a “scolo misto o intermittente”. Qui le pompe entrano in funzione solo nel caso che la rete di fossi e canali non riesca a smaltire da sola l’acqua piovana.


